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Radiotelescopio da 32 metri VLBI di NOTO (Siracusa)

Thursday, February 16, 2012

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Scarica l’articolo apparso ne la rivista Organi di Trasmissione

RIPRISTINO DELL’ ASSE DI ROTAZIONE AZIMUTALE

In Italia, negli anni ’60 e ’70, il CNR (Comitato Nazionale per le Ricerche) fece realizzare da una società statunitense, specializzata nel settore, due antenne paraboliche (radiotelescopi) da 32 metri di diametro, che furono installate a Medicina (Bologna) e a Noto (Siracusa), ed una antenna parabolica più piccola di 18 metri di diametro cwtera; costituivano un sistema integrato di radiotelescopi per osservazione astronomica e di ricezione di segnali dallo spazio profondo nel campo delle radiofrequenze non visibili.

A queste antenne, se ne è aggiunta recentemente un’altra da 64 metri di diametro, attualmente in fase di completamento a San Basilio (Cagliari); si realizza così il sistema integrato distribuito sull’ intero territorio nazionale, uno dei sistemi integrati di radiotelescopi per ricezione di radiofrequenze dallo spazio profondo più moderni ed avanzati al mondo, non solo per le attrezzature di cui dispone ma, soprattutto, per la professionalità dei tecnici dell’attuale INAF (Istituto Nazionale di Astrofisica), riconosciuta dal mondo scientifico internazionale.

L’ antenna parabolica di Noto, in particolare, causa l’età e le condizioni geologiche dell’area specifica dove si trova, da qualche anno ha dato segni di anzianità ed, in particolare, tutto il sistema di rotazione Azimutale non garantisce più le precisioni richieste durante il normale funzionamento; le fondazioni in cemento armato nelle quali sono annegate le rotaie circolari su cui ruota l’intera antenna, sorretta da 2+2 speciali carrelliere, l’usura instauratasi nel tempo tra le rotaie e le ruote delle carrelliere stesse, le trasmissioni meccaniche che realizzano il movimento di rotazione azimutale, e tutta una serie di problemi tecnici di natura prettamente meccanica hanno indotto INAF a considerare la necessità di un’ opera di ripristino completo dell’ intero sistema di rotazione Azimutale del radiotelescopio.

Antenna parabolica di NotoAntenna parabolica di Noto

Il bando ufficiale per l’appalto di tali opere è stato aggiudicato nel luglio/agosto 2011 alla GALBIATI GROUP, la quale si è fatta carico dell’ intera operazione,  in collaborazione con tecnici specializzati operanti presso il cantiere di Noto coordinati dalla A. POINT di Roma; si utilizzano strumenti mobili di misura di precisione, e ci si avvale di tutte le capacità produttive presso le officine di Oggiono (LC) nonché delle attrezzature di controllo super moderne di cui l’azienda dispone (banco di controllo dimensionale ZEISS 3500 x 6000 x 2500 a temperatura controllata, LASER TRACKER computerizzato). 300 giorni dalla stipula del contratto, per effettuare l’intera operazione, sono stati garantiti ad INAF da GALBIATI GROUP.

I materiali grezzi, in acciaio speciale legato al Cr Mo, per la realizzazione delle nuove rotaie dell’antenna parabolica, hanno dovuto essere approvvigionati negli Stati Uniti, imbarcati e trasportati via mare, fino a La Spezia, quindi fino ad Oggiono per le successive operazioni di piegatura (nella circolarità richiesta) e delle successive lavorazioni meccaniche per raggiungere l’elevata precisione richiesta.

Ruote ed assi di rotazione azimutale dell’antenna sono stati costruiti ex novo utilizzando i più moderni acciai al NiCrMo per incrementare la durezza superficiale, rispetto alle ruote originali, e garantirne quindi una maggiore durata e usura ridotta nel tempo.

Altri particolari meccanici, smontati dall’antenna attuale, dopo accurata revisione sono stati riutilizzati, previa eventuali piccole modifiche per un’ottimizzazione del loro utilizzo.

Carrelliere per antenna azimutale

Il cantiere a Noto è stato aperto ai primi di Settembre, dopo aver realizzato le necessarie protezioni per la sicurezza degli operatori e una volta acquisite tutte le misurazioni e le geometrie esistenti  per confronto con le analoghe teoriche previste nel progetto e per confrontarle con le geometrie che verranno rilevate a fine lavoro; tali misurazioni effettuate con la precisione richiesta hanno confermato il considerevole stato di cedimento dell’ intero sistema di rotazione Azimutale dell’antenna parabolica.

Una delle fasi più delicate dell’intera operazione è stata quella relativa al sollevamento (in sicurezza e con tutte le cautele del caso) dell’intera struttura dell’antenna (oltre 200 tonnellate) mediante martinetti idraulici opportunamente modificati all’uopo e opportunamente posizionati in modo da compensare la posizione del baricentro della struttura stessa, non perfettamente centrato rispetto all’ asse verticale della stessa.

Antenna parabolica di NotoAntenna parabolica di Noto

Fatto ciò, e irrigidita in sicurezza per tutta la durata delle operazioni di ripristino, sia delle opere civili che dei particolari meccanici, si è potuto procedere allo smontaggio delle carrelliere attuali e delle trasmissioni meccaniche ad esse collegate dell’antenna, si è potuto procedere allo smantellamento delle speciali malte espanse in cui erano state, a suo tempo, annegate le rotaie usurate e quindi allo smontaggio delle rotaie stesse e delle piastre di sostentamento delle stesse.

A metà ottobre, le operazioni in cantiere erano volte a preparare la messa in opera delle nuove piastre ed il loro allineamento, la colata della nuova malta espansiva e quant’ altro necessario per la posa in opera delle nuove rotaie.

Presso le officine di Oggiono, sono state realizzate le nuove rotaie, le nuove carrelliere e i loro accessori e tutti i particolari meccanici dell’antenna parabolica che sono stati riutilizzati (così come previsto nel capitolato tecnico del contratto); il tutto controllato e preassiemato presso le officine GALBIATI GROUP alla presenza degli ispettori di INAF prima di essere trasportato a Noto per la relativa messa in opera.

GALBIATI GROUP in collaborazione con A. POINT ha posto la massima attenzione a tutte le operazioni di ripristino della rotazione azimutale dell’antenna, sia presso il cantiere di Noto che presso le officine di Oggiono, e la collaborazione con i responsabili di INAF si è confermata positiva e fattiva sotto tutti i punti di vista. Era obiettivo comune, al di là dei meri termini contrattuali, che il risultato finale fosse positivo e perfettamente soddisfacente per confermare la professionalità acquisita da GALBIATI GROUP nel settore specifico delle antenne e radiotelescopi, per costituire un’ ulteriore referenza positiva che si aggiunge alle numerose già acquisite e relative a realizzazioni nel mondo intero, e per incrementare ancora di più la professionalità così elevata in un settore così specifico e affascinante come quello della radioastronomia.

Sarà nostra cura e premura aggiornare la situazione al momento del rimontaggio del tutto.

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